La trombosi cronica di una fistola si verifica quando una sezione più o meno lunga della vena efferente si coagula senza provocare l’arresto della funzionalità della stessa fistola (1, 2), che rimane pervia grazie alla presenza di un circolo collaterale. Spesso il paziente, in virtù del fatto che la fistola è funzionante, può essere inviato in ritardo allo studio ECD o angioradiologico. Ne deriva un’ostruzione cronica del vaso con un meccanismo che è verosimilmente sovrapponibile alla genesi delle steno-ostruzioni venose centrali.
Che fare in caso di trombosi cronica di una fistola?
La letteratura è ricca di studi sul trattamento endovascolare delle steno-occlusioni venose centrali. Meno numerose sono le pubblicazioni che riguardano le trombosi croniche delle FAV, lesioni che possono essere trattate per via endovascolare. Il trattamento endovascolare della trombosi cronica di una FAV è finalizzato alla ricanalizzazione del tratto di vena ostruito e ridare alla fistola la sua originaria emodinamica (1, 2, 3).
Fondamentale ai fini del successo della procedura è attraversare il tratto di vena ostruito con delle guide opportunamente selezionate.
Effetti collaterali possibili sono la perforazione del vaso e la formazione di false strade (2).
In questo video è riportato il caso di una trombosi cronica della vena cefalica in una FAV radio-cefalica distale. Il tratto coinvolto dalla steno-occlusione riguardava gran parte del vaso. L’esame fisico ed ultrasonografica aveva infatti, evidenziato che la vena cefalica efferente della FAV, a circa 6-7 cm dall’anastomosi, dopo aver emesso una grossa collaterale diretta verso la mano, si presentava ostruita, fin al gomito, ove era ricanalizzata dalla vena perforante. Il tratto di vena ostruita in b.mode si presentava come un cordone fibroso senza segni di trombosi recente.
Nel video sono riprodotte le procedure che porteranno alla completa ricanalizzazione del vaso.
1. Janicki K. Ann Univ Mariae Curie Sklodowska Med. 2003;58(1):219-21
2. Pietura R. Przegl Lek. 2001;58(6):474-8),
3. Vorwerk D. N. Dial. Trans. 1995 Oct; 10(10): 1869-73



Apprezzo il tentativo di PTA eseguito sulle vena mediana ma ho due domande da farti:
1) Hai fatto una valutazione ecocolordoppler della portata della FAV prima e dopo la PTA per valutare l’ effettiva riuscita del trattamento?
2) Il risultato angiografico ha permesso in seguito la venipuntura semplice e corretta della FAV nel tratto trombizzato?
Complimenti per l’ottimo approccio.